Nerano è una frazione di Massa Lubrense, fra la Baia di Ieranto e Torca. Ci abitano centosessantatré famiglie. C’è una chiesa, un bar, un minimarket. E null’altro.
Non è una meta. È il paese che si attraversa per scendere a Marina del Cantone o per imboccare il sentiero verso Ieranto, che comincia proprio lì, vicino alla chiesa. Saperlo evita la delusione di chi arriva cercando un borgo da visitare.
Un bar che è anche una galleria d’arte. Lo tiene un anziano del posto: pareti e tavoli sono occupati da oggetti recuperati dal mare e trasformati in opere, secondo una filosofia sua. Non la spieghiamo qui — chiedetegliela.
Nella piazzetta, già citata nel Quattrocento ed elevata a parrocchia nel 1613. Tre navate a volte a crociera, cinque altari, e nel transetto destro una cappella dedicata a Santa Filomena.
Vicinissimo alla chiesa comincia il sentiero per la Baia di Ieranto: circa un’ora di cammino, l’unico modo di arrivarci. Per la spiaggia libera serve prenotare all’AMP Punta Campanella.
Le fonti non concordano, e Wikipedia lo dichiara: il toponimo è di genesi incerta. Due storie diverse — una imperiale, l’altra greca — e nessuna delle due è dimostrata. Chi ve ne racconta una sola sta scegliendo. Qui distinguiamo, invece di scegliere la versione più comoda.
Una versione fa risalire il nome all’imperatore — donde Neronianum. È la lettura “imperiale”: i patrizi romani frequentavano questa costa.
L’altra lo lega a un tempio dedicato alle Nereidi, le ninfe del mare. È la lettura “greca”. Nessuna delle due è dimostrata.
La chiesa è citata come “San Salvatore”, “del Gesù Salvatore” e “Santissimo Salvatore”. Il nome ufficiale è Santissimo Salvatore: le guide usano gli altri.
Le fonti parlano di centosessantatré famiglie residenti, ma è un dato censuario e cambia. Un ordine di grandezza — un paese piccolo — più che una cifra fissa.
Si vedono in continuazione turisti scendere a piedi lungo la carreggiata: stretta, ripida, senza marciapiede, percorsa da auto e scooter. Non fatelo. Arrivate presto, oppure prendete il bus SITA da Sorrento o da Sant’Agata, che ferma a Nerano.
Vicinissimo al paese, con pochissimi posti. In alta stagione parcheggiare a Nerano non è difficile: è impossibile. Le strisce blu lungo la strada e il parcheggio prima della piazzetta si riempiono presto.
Chi prosegue verso Marina del Cantone trova altri parcheggi lungo la strada, fra cui il Venione. Gli orari cambiano da uno all’altro e vanno verificati sul posto.
La soluzione vera. Le corse SITA Sud da Sorrento o da Sant’Agata fermano a Nerano. Arrivate presto, oppure lasciate l’auto: risolve il problema alla radice.
Due fatti che le guide non mettono in fila. Nel Cinquecento la flotta dell’ammiraglio ottomano Piyale Paşa scelse questo tratto di costa per un’incursione: sbarcarono duemila turchi. Il saccheggio del 1558 devastò i villaggi della zona; secondo alcune fonti millecinquecento persone furono portate prigioniere a Costantinopoli.
Per difendersi, nel 1567, Bernardino Turbolo fece edificare una torre costiera. Poi, nel 1963, una frana danneggiò gravemente la frazione. Un paese di centosessanta famiglie ha attraversato tutto questo, ed è ancora lì. È questo, più della chiesa o del bar, ciò che si porta a casa da Nerano.
Il piatto: gli spaghetti alla Nerano sono nati qui sotto, a Marina del Cantone, negli anni Cinquanta. Per la tavola, vedi dove mangiare a Nerano.
Nerano non è in Costiera Amalfitana. È in penisola sorrentina, comune di Massa Lubrense, sul golfo di Salerno. Molte guide lo scrivono male, compresi siti turistici istituzionali: Amalfi sta dall’altra parte della montagna. E la cappella di Sant’Antonio del 1646 non è a Nerano — è a Marina del Cantone, sulla spiaggia, mezz’ora a piedi più in basso.
Poco, e conviene saperlo. Una chiesa quattrocentesca, un bar che è anche una galleria d’arte, un minimarket. Nerano è il paese che si attraversa per scendere a Marina del Cantone o per imboccare il sentiero verso Ieranto.
Centosessantatré famiglie residenti. È una frazione minuta di Massa Lubrense.
Il parcheggio pubblico ha pochissimi posti. In alta stagione è impossibile. Meglio il bus SITA da Sorrento o da Sant’Agata.
Vicino alla chiesa del Santissimo Salvatore, nel paese. È l’unico modo di arrivare alla baia.
No, né l’una né l’altra. Il bancomat più vicino è a Marina del Cantone, ed è uno solo.
Le fonti divergono. Una versione lo fa risalire a Tiberio Nerone, l’altra a un tempio dedicato alle Nereidi. Il toponimo è di genesi incerta.
No. È in penisola sorrentina, comune di Massa Lubrense, sul golfo di Salerno.
Circa quaranta minuti in auto, per una strada stretta e tortuosa. Venti minuti da Sant’Agata sui Due Golfi.
Il numero di famiglie viene da dati censuari e cambia. Tariffe e orari dei parcheggi cambiano ogni stagione e divergono fra loro. La pagina lo dichiara — abitanti, posti auto, orari del Venione — invece di dare una cifra fissa. Il bar del signor Franco e il parcheggio impossibile in alta stagione vengono da conoscenza diretta: nessuna guida li riporta. Prima di partire, verificate alla fonte.