Due cose da sapere prima di partire: ci si arriva solo a piedi, e la spiaggia libera richiede prenotazione.
Il sentiero da Nerano è panoramico e non difficile, ma dura circa un’ora a tratta, la risalita si sente e non c’è ombra. Lassù non c’è niente: si porta tutto, e i rifiuti tornano indietro nello zaino.
Due dati che le fonti raccontano in modo diverso, o che cambiano di stagione in stagione. Qui li teniamo onesti.
Le fonti non concordano: si legge da due fino a circa sei chilometri, perché misurano punti di partenza e arrivo diversi. Quello che resta stabile è il dislivello (~250 m) e il tempo: circa 50 minuti in discesa e poco meno di un’ora per risalire. La pagina lo dichiara invece di scegliere una cifra che non può verificare.
Numero di persone, frequenza e fasce orarie sono cambiati più volte negli anni. Un principio è rimasto: a Ieranto le fasce orarie non si applicano, perché costringere la gente a risalire a metà giornata sarebbe una crudeltà. Verificate ogni stagione: quello che leggete online è quasi sempre di due estati fa.
Il riferimento è Nerano. Da lì parte il sentiero. Chi non se la sente di camminare può arrivare via mare; le imbarcazioni private, invece, non sono ammesse.
È l’unica via d’accesso a piedi. Si parte dalla piazza di Nerano, si scende lungo la strada principale e si imbocca a destra un’antica mulattiera — circa 250 m di dislivello, all’incirca 50 minuti in discesa e poco meno di un’ora in risalita. Verso la fine si biforca: il ramo più facile porta alla casa colonica del FAI (ombra, terrazza e un bagno), l’altro è la ripida “scala dei minatori”, aperta a inizio ’900 per le cave a mare, dritta fino alla spiaggia. L’accesso è libero e gratuito, dall’alba a un’ora prima del tramonto.
La cooperativa Sant’Antonio parte da Marina del Cantone. È la soluzione per chi non se la sente di camminare.
No. L’Area Marina Protetta non consente l’accesso con imbarcazioni private.
Il nome potrebbe venire dal greco ierax — il falco che ancora vi nidifica — o da ieros, sacro: qui, si diceva, era il santuario delle Sirene, e i Greci innalzarono il tempio di Athena, poi Minerva. Lo ricorda un’iscrizione in osco ritrovata nel 1985. Tra il mito e il mare, il sentiero passa accanto a tre cose per cui vale rallentare.
Nel primo chilometro in piano si passa accanto a una villa rosa, la dimora sorrentina dello scrittore britannico Norman Douglas, autore de “La terra delle sirene”. Il nome torna: questa baia era, nella leggenda, la dimora delle Sirene.
Dove il sentiero comincia a scendere, il panorama si apre all’improvviso — Capri, i Faraglioni e una vallata verde di terrazzamenti di ulivi. È il momento in cui la camminata si ripaga.
Alla baia restano un villaggio minerario ottocentesco restaurato e i resti di archeologia industriale dell’ex cava di calcare Italsider, con la Torre di Montalto in alto. Il FAI ha ricostruito i muretti a secco e la “casa a cupola”.
Si passa dalla webapp dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Le regole sono cambiate più volte negli anni — numero di persone, frequenza, fasce orarie — ma un principio è rimasto: a Ieranto le fasce orarie non si applicano, perché costringere la gente a risalire a metà giornata sarebbe una crudeltà.
Verificate ogni stagione: quello che leggete online è quasi sempre di due estati fa.
Dal marzo 2026 un’ordinanza della Capitaneria di Porto ha interdetto l’area dell’ex piattaforma Italsider, il tratto di mare sottostante e le discese a mare da lì — la struttura in cemento è a rischio crollo — e la navigazione nelle vicinanze. La balneazione resta consentita dalla spiaggia al centro della baia. Prenotazione e accessi cambiano comunque ogni stagione: verificate FAI e Area Marina Protetta prima di partire.
A piedi dalla piazza di Nerano (circa 50 minuti in discesa), con il bus SITA Sorrento–Marina del Cantone (fermata Nerano), oppure con i taxi del mare della cooperativa Sant’Antonio da Marina del Cantone. Il sentiero è l’unico accesso via terra.
Sì, per la spiaggia libera, tramite la webapp dell’Area Marina Protetta di Punta Campanella.
Nessuno. Né bar, né lidi, né acqua.
Non con imbarcazioni private. È area marina protetta.
Le fonti divergono molto — da circa due a sei chilometri — perché misurano punti diversi. Sul posto, contate circa 50 minuti in discesa e poco meno di un’ora in risalita, con ~250 m di dislivello.
Ai piccoli no. Ai ragazzini abituati a camminare sì, con scarpe adatte.
Ieranto è stata donata al FAI da Italsider nel 1987 ed è un Sito di Interesse Comunitario dentro l’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Il FAI gestisce il bene e le visite guidate; prenotazione, orari e accessi cambiano ogni stagione, e dal marzo 2026 un’ordinanza della Capitaneria ha chiuso l’ex piattaforma Italsider e il mare sottostante. Le fonti divergono sulla lunghezza del sentiero (2–3,5 km): la dichiariamo invece di sceglierne una. Verificate alla fonte prima di partire.