Li Galli sono tre isolotti nel golfo di Salerno, visibili da quasi tutti i sentieri della penisola. Sono anche, da una tradizione antica, le isole delle Sirene.
Quelle davanti a cui Ulisse si fece legare all’albero della nave per ascoltarne il canto senza gettarsi in mare. Non si sbarca: sono proprietà privata, dentro l’Area Marina Protetta di Punta Campanella.
Nell’Odissea le Sirene abitano un’isola davanti a cui i marinai naufragano, ammaliati dal canto. Non erano donne-pesce: erano creature con volto di donna e corpo di uccello, figlie del dio fiume Acheloo.
La tradizione antica le colloca qui, e chiamava questi scogli Sirenuse. Ulisse passò legato all’albero, con i compagni dalle orecchie tappate di cera. Le Sirene, sconfitte, si gettarono in mare.
Da Punta Campanella — dove i Greci costruirono un tempio ad Atena, la dea che aveva protetto Ulisse — Li Galli si vedono bene. La geografia del mito, per una volta, sta insieme: il tempio guarda le isole. E il Sentiero degli Dei prende il nome dalla stessa storia: gli dèi scendevano di lì per raggiungere le Sirene.
La maggiore, ha la forma di un delfino ed è l’unica abitata. Sopra ci sono resti romani, una torre di avvistamento angioina (spesso detta “aragonese”, ma costruita intorno al 1312 sotto Carlo II d’Angiò) e una villa.
Più piccolo e disabitato, uno dei due scogli minori che accompagnano il Gallo Lungo.
Chiamato anche Dei Briganti. Il terzo isolotto, anch’esso piccolo e disabitato.
Nel Novecento l’isola maggiore ha avuto due proprietari celebri. Il coreografo russo Léonide Massine la acquistò nei primi anni Venti — Wikipedia dà il 1922 nella voce inglese e il 1924 in quella italiana — e vi costruì una villa sui ruderi romani, con la consulenza progettuale di Le Corbusier, trasformando la vecchia torre in uno studio di danza.
Più tardi, nel 1988-89, l’isola passò a Rudolf Nureyev, il ballerino, che la abitò fino alla morte nel 1993. Oggi è privata: non si visita, non si sbarca, non si attracca.
Da gran parte della penisola meridionale. D’estate le barche passano al largo, e dal mare la forma di delfino di Gallo Lungo è evidente.
Si vedono per tutta la traversata centrale. Il sentiero prende il nome dalla stessa storia: gli dèi scendevano di lì per raggiungere le Sirene.
Guardando a est. Qui i Greci costruirono un tempio ad Atena, la dea che protesse Ulisse: il tempio guarda le isole.
Dal sentiero per Recommone appaiono insieme all’isolotto di Isca. Da Marina del Cantone stanno all’orizzonte, e d’estate le barche passano al largo.
Li Galli, tre isolotti nel golfo di Salerno davanti a Positano, identificati fin dall’antichità con le Sirenuse dell’Odissea.
No. Sono proprietà privata e ricadono nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Non è consentito sbarcare.
Tre: Gallo Lungo, La Rotonda, Il Castelluccio.
Perché le Sirene, nella tradizione classica, avevano corpo di uccello. Il nome moderno conserva quella memoria.
Nel Novecento il coreografo Léonide Massine e poi il ballerino Rudolf Nureyev.
Dal Sentiero degli Dei, da Punta Campanella e dal sentiero per Recommone.
No. Nella tradizione greca avevano volto di donna e corpo di uccello. La sirena con la coda è un’immagine medievale.
Le regole di navigazione dentro l’AMP cambiano. Prima di avvicinarvi in barca, consultate l’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Non si sbarca: l’isola è proprietà privata.